Accelerare la trasformazione digitale di imprese e professionisti
La trasformazione digitale è un elemento prioritario nell’agenda delle imprese italiane. L’obiettivo è il miglioramento continuo e incrementale in termini di produttività e competitività. Le nuove tecnologie sono strumenti nelle mani delle aziende, elementi che devono essere in grado di produrre valore reale integrandosi nei processi strategici, decisionali e operativi.
Data questa premessa iniziale, tuttavia, è ovvio che non tutte le organizzazioni posseggono la medesima capacità di investimento in tecnologia digitale. Lo svantaggio maggiore affligge le aziende in cui le risorse sono minori: piccole imprese e organizzazioni poco strutturate.
È proprio da questa consapevolezza che nasce il Manifesto per l’Italia Digitale, presentato a Roma da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. Il Manifesto rappresenta una proposta condivisa per rendere gli investimenti digitali una leva stabile di crescita del sistema produttivo italiano.
La maggior parte delle imprese italiane è costituita da micro e piccole realtà che incontrano ancora difficoltà nell’adottare strumenti digitali avanzati. Secondo i promotori, il problema non riguarda soltanto l’accesso alle tecnologie, ma soprattutto la capacità di investire con continuità in software, servizi digitali, formazione e sviluppo di competenze adeguate, investimenti necessari per aumentare produttività, innovazione e competitività.
Per tradurre questi obiettivi in un intervento concreto, il Manifesto propone l’introduzione del Buono Digitale, una misura triennale da inserire nella prossima Legge di Bilancio.
L’incentivo sarebbe destinato a sostenere gli investimenti immateriali di micro, piccole e medie imprese, studi professionali ed enti del Terzo Settore, finanziando software gestionali, servizi cloud, progetti di intelligenza artificiale, cybersicurezza, e-commerce, consulenza e formazione. Una caratteristica distintiva della proposta è il collegamento tra il contributo pubblico e l’effettiva messa in funzione delle soluzioni adottate, con l’obiettivo di favorire una reale trasformazione digitale e non il semplice acquisto di tecnologia.
Il Manifesto non è solo un modo per consentire anche alle piccole realtà di investire in tecnologia ma un importante strumento per aumentare la competitività del Paese. È con questa prospettiva che bisogna guardare a questa proposta. Dai dati presentati dai promotori dell’iniziativa, infatti, l’impatto complessivo sul PIL nel medio termine si attesterebbe tra lo 0,5% e lo 0,7%.
Si parla, in sostanza, della crescita del nostro Paese in termini macroeconomici e della riduzione del divario digitale tra il nostro Paese e la media degli altri Paesi europei, gap che attualmente si attesta intorno al 10%.


